Adenomectomia prostatica
L’intervento di ADENOMECTOMIA PROSTATICA viene riservato al trattamento di voluminosi adenomi prostatici.
Si attua in anestesia generale o loco-regionale (peridurale o spinale) mediante una incisione sotto-ombelicale che consente di raggiungere la vescica che verrà pertanto incisa permettendo di accedere alla prostata.
Verrà quindi eseguita l’incisione del collo vescicale e la rimozione digitale dell’adenoma centrale.
Infine vengono posizionati dei punti a scopo emostatico nella loggia prostatica e gonfiato il palloncino del catetere vescicale introdotto per uretram e suturata la vescica.
Un drenaggio addominale consentirà di verificare la tenuta della sutura vescicale e verrà rimosso in seconda giornata salvo complicazioni.
Il catetere vescicale viene solitamente rimosso in quarta giornata, salvo complicazioni, durante tale periodo viene mantenuta una cistoclisi continua.
COMPLICANZE:
Le possibili complicanze relative a tale procedura comprendono:
- Emorragia, talvolta di entità tale da richiedere trasfusioni di sangue, emocomponenti o emoderivati (nell’ 1 % dei casi);
- Ritenzione urinaria (6.5 % dei casi);
- Infezione urinaria (15.5 % dei casi);
- Orchiepididimite (1.1 % dei casi);
- Complicanze generali peri-operatorie che includono broncopolmonite, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, osteite del pube, infezione della ferita chirurgica;
- Incontinenza urinaria (2.2 % dei casi), che può essere dovuta a deficit sfinterico (incontinenza da sforzo) oppure a iperattività della vescica;
- Sclerosi del collo vescicale (1.7 % dei casi);
- Stenosi dell’uretra (3.1 % dei casi);
- Eiaculazione retrograda, presente nel 70 % dei casi e responsabile di probabile sterilità;
- Deficit delle erezioni (10-15 % dei casi);
La probabilità di dovere ricorrere ad una revisione della loggia prostatica entro 8 anni dopo questo intervento è pari al 12-15 %, a causa della possibile ricrescita di tessuto prostatico.