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Nefrectomia radicale

L'intervento di nefrectomia radicale può essere eseguito per via chirurgica laparotomica tradizionale o con accesso laparoscopico transperitoneale/extraperitoneale.

Tale intervento consiste nell'asportazione del rene, del surrene (opzionale), del grasso perirenale, di parte di uretere e dei linfonodi loco-regionali.

In relazione alla sede e alle dimensioni della neoformazione non sarà possibile eseguire un trattamento parziale.

Vengono eseguite 4-5 mini-incisioni addominali (5-10 mm), mediante le quali vengono posizionati dei trocar utilizzati per l’insufflazione di anidride carbonica (CO2), necessaria per la creazione dello spazio operativo, e per l’introduzione di una telecamera e di strumenti chirurgici miniaturizzati.

E’ possibile in corso di trattamento laparoscopico, per intercorse problematiche chirurgiche o anestesiologiche, dover convertire l’intervento in chirurgia aperta.

Il pezzo chirurgico asportato verrà rimosso mediante una mini-incisione (6-8 cm circa) e inviato per esame istologico che consentirà di formulare la diagnosi definitiva (neoformazione benigna o maligna).

L'anestesia sarà di tipo generale, l'intervento ha una durata variabile tra le 2h e le 4h, salvo complicazioni.

Essendo il rene contro-laterale normale l'intervento non avrà conseguenze sulla funzionalità renale.

Nel post-operatorio sarà posizionato un catetere vescicale e un sondino naso-gastrico rimossi dopo circa 24-48 ore, mentre il drenaggio addominale le verrà rimosso in 2-3a giornata, salvo complicanze.

Saranno somministrati liquidi mediante infusione endovenosa fino alla ripresa della normale canalizzazione intestinale e sarà somministrata terapia antibiotica e anticoagulante (Clexane 4000 UI al giorno, a partire dal giorno antecedente l’intervento, per 2 settimane).

La degenza post-operatoria è di 3-5 giorni, salvo complicanze.

Il dolore post operatorio è modesto e potrà essere comunque controllato mediante terapia antalgica. Dal mattino successivo all'intervento sarà possibile mobilizzarsi e dal giorno successivo riprendere l’alimentazione. Dopo la dimissione dovrà osservare un periodo di riposo di circa 2 settimane.

COMPLICANZE:

Rischi generici legati all'intervento: sono rischi comuni a tutti gli interventi chirurgici (embolie, trombosi, infarto miocardico). La concomitante presenza di malattie cardiache, respiratorie o coagulatorie aumentano il rischio dell'intervento.
Rischi legati all'intervento e al post-operatorio:
  • Emorragia intra o post operatoria (5-8%), necessitante emotrasfusione.
  • Infezioni di ferita chirurgica (1%).
  • Lesione dei visceri addominali e delle strutture vascolari (0.5-2%).
  • In futuro dovrà sottoporsi, semestralmente, a controlli clinici e strumentali presso il nostro centro.
  • In relazione all’esame istologico definitivo valuteremo la necessità di farle eseguire o meno una terapia associata.
© Marco Puglisi 2008
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